Come leggere un bando: requisiti, spese ammissibili, scadenze e rendicontazione
Dove guardare in un bando e in che ordine: chi può partecipare, quali spese sono ammesse, quanto si ottiene, come si presenta la domanda e quali obblighi restano dopo. Con le regole del bando-tipo 2026.
Un bando si legge rispondendo a cinque domande, in quest'ordine: posso partecipare? cosa mi finanzia? quanto ottengo? come e quando faccio domanda? cosa devo fare dopo? Se la risposta alla prima è no, le altre non servono. Per rispondere non basta la scheda di sintesi: servono il testo del bando e i suoi allegati, dove stanno i requisiti precisi.
Dal 2026 leggere un bando è un po' più semplice: il Codice degli incentivi elenca cosa ogni bando deve contenere (articolo 6), e il decreto del 18 giugno 2026 ha fissato un bando-tipo, uno schema comune che le amministrazioni seguono per i nuovi bandi.
In breve
- Parti dai requisiti di chi può partecipare: dimensione, settore, sede, forma giuridica, data di costituzione.
- Poi le spese: quali sono ammesse, da quando, e quale importo minimo e massimo deve avere il progetto.
- L'agevolazione: forma, percentuale, tetto, e in quale regime di aiuti è concessa.
- La procedura: sportello o graduatoria, date, piattaforma, criteri di punteggio.
- Gli obblighi dopo la concessione: tempi del progetto, rendicontazione, beni da mantenere, controlli.
Quali documenti leggere
Un bando raramente è un solo file. Di solito trovi:
- la norma o il decreto che istituisce la misura, con le regole generali;
- il bando o avviso, o il decreto direttoriale che apre lo sportello, con date e modalità;
- gli allegati: modulistica, dichiarazioni, elenco delle spese ammissibili, griglia dei punteggi;
- le FAQ e le circolari dell'ente, che chiariscono i punti dubbi e a volte li cambiano;
- le rettifiche e le proroghe, pubblicate dopo il bando.
Leggi sempre la versione pubblicata dall'ente che gestisce il bando, con la data più recente. Le schede dei portali e degli articoli, compreso questo, riassumono: in caso di dubbio fa fede il testo ufficiale.
Chi può partecipare
È la prima sezione da leggere, perché basta un requisito mancante per escluderti. I bandi la chiamano «soggetti beneficiari» o «requisiti di ammissibilità». Controlla:
- la dimensione: solo PMI, solo micro e piccole, anche grandi imprese? Ricorda che si contano anche le imprese associate e collegate (Sei una PMI?);
- il settore: i codici ATECO ammessi o esclusi, e se contano quelli dell'impresa o quello dell'unità locale del progetto;
- la sede: dove deve trovarsi la sede legale o operativa, e da quando. Spesso basta averla al momento della prima erogazione, a volte serve già alla domanda;
- la forma giuridica e l'iscrizione al Registro delle imprese; se sono ammessi i professionisti;
- l'età dell'impresa: alcuni bandi sono solo per nuove imprese, altri chiedono uno o due bilanci approvati;
- la situazione dell'impresa: non in difficoltà secondo le regole europee, non in liquidazione o in procedure concorsuali, in regola con i contributi (DURC).
A questi si aggiungono le esclusioni valide per tutti i bandi dal 2026, elencate nel Codice: tra queste la normativa antimafia, le condanne degli amministratori, il DURC irregolare e la mancata assicurazione contro le catastrofi naturali.
Cosa finanzia: progetto e spese ammissibili
Il bando descrive le operazioni agevolabili (cosa deve fare il progetto) e, se il progetto prevede un programma di spesa, le spese ammissibili. Leggi con attenzione:
- le spese ammesse e quelle escluse, spesso in un allegato. Una spesa che non compare tra quelle ammesse di solito non è finanziata;
- la data da cui le spese sono ammesse. Molti aiuti di Stato richiedono un «effetto di incentivazione»: il progetto deve iniziare dopo la domanda. Un ordine firmato o un acconto pagato prima della domanda può rendere inammissibile l'intero progetto;
- l'importo minimo e massimo del progetto;
- la durata: entro quando il progetto va avviato e concluso, e se sono previste proroghe;
- i fornitori: se devono essere indipendenti dall'impresa, o iscritti a un elenco abilitato.
Il Codice fissa tre condizioni per tutte le spese: devono essere pertinenti al progetto, tracciabili e contabilizzate secondo la legge. Le fatture devono riportare il codice unico di progetto (CUP), salvi i casi in cui il bando ammette altri identificativi (articolo 11).
Quanto ottieni
La sezione sulle agevolazioni concedibili ti dice:
- la forma: fondo perduto, finanziamento agevolato, garanzia, credito d'imposta, o una combinazione (le differenze);
- l'intensità: la percentuale delle spese ammissibili coperta, spesso diversa per micro, piccole e medie imprese o per territorio;
- il tetto: l'importo massimo per impresa o per progetto;
- il regime di aiuti: de minimis, regolamento generale di esenzione o altro. Cambia quanto puoi ricevere e cosa devi dichiarare (Il de minimis spiegato);
- il cumulo: se puoi sommare l'agevolazione ad altre ricevute per le stesse spese.
Fai il calcolo sul tuo progetto: spese ammissibili per percentuale, entro il tetto. E ricorda che le spese non ammissibili e l'IVA, di solito, restano a tuo carico.
Come e quando si presenta la domanda
La sezione sulle procedure di accesso risponde a:
- le date: apertura e chiusura, a che ora, e se c'è una fase di compilazione prima dell'invio;
- il criterio: sportello in ordine di arrivo, graduatoria con punteggi o procedura negoziale. Allo sportello conta la velocità (Come prepararsi a un click day); in graduatoria conta il punteggio;
- i criteri di valutazione e le premialità: il Codice premia, dove sono pertinenti, il rating di legalità, la certificazione della parità di genere, le assunzioni di persone con disabilità oltre gli obblighi, il lavoro giovanile e femminile e il welfare per la genitorialità, con un punteggio in più, una riserva di fondi o un aiuto più alto (articolo 8). Rating e certificazione devono esserci già alla data della domanda;
- la piattaforma e chi può accedere: legale rappresentante, delegato, consulente;
- i documenti da allegare e quelli richiesti «a pena di inammissibilità», che non si possono integrare dopo.
Una domanda inviata in modo diverso da quello previsto dal bando è inammissibile e non si può correggere.
Cosa devi fare dopo la concessione
È la parte che si legge meno e quella che costa di più se la si ignora. Il bando disciplina:
- l'erogazione: in una o più quote, in base alle spese sostenute; se c'è un anticipo, con quale garanzia; se una parte resta trattenuta fino ai controlli finali;
- la rendicontazione: quali documenti presentare (fatture, pagamenti tracciabili, relazioni), con quali scadenze e con quale piattaforma;
- le variazioni: cosa puoi cambiare del progetto, come comunicarlo e cosa richiede un'autorizzazione;
- i vincoli: per quanto tempo mantenere i beni acquistati, la sede o l'occupazione. Se il bando non dice altro, i beni agevolati non si possono vendere o distogliere per tre anni dal completamento dell'investimento per le PMI, cinque per le grandi imprese (articolo 17);
- i controlli e la revoca: in quali casi l'agevolazione si perde e va restituita, con gli interessi.
Gli errori più comuni
- Fermarsi alla scheda di sintesi. I dettagli che escludono stanno negli allegati e nelle FAQ.
- Iniziare il progetto troppo presto. Spese o ordini prima della domanda, quando il bando non li ammette.
- Sbagliare la dimensione d'impresa dimenticando le imprese associate o collegate.
- Confondere fatturato e spese ammissibili, o calcolare l'aiuto sull'importo IVA inclusa.
- Ignorare il regime di aiuti e scoprire di aver già esaurito il massimale de minimis.
- Non leggere gli obblighi successivi, che durano anni dopo l'ultimo pagamento.
Le regole cambiano da bando a bando: fa fede il testo ufficiale. Questo articolo è informativo e non garantisce l'ammissione a nessun bando.
Fonti
- Decreto legislativo 27 novembre 2025, n. 184, Codice degli incentivi, articoli 6, 11, 15 e 17 (Normattiva) normattiva.it
- MIMIT, Decreto ministeriale 18 giugno 2026, definizione del bando-tipo mimit.gov.it
- Regolamento (UE) n. 651/2014, regolamento generale di esenzione per categoria (EUR-Lex) eur-lex.europa.eu