Sei una PMI? Come si calcola la dimensione d'impresa
Le soglie di micro, piccola e media impresa, come si contano occupati e fatturato, e perché le imprese associate e collegate sono l'errore più comune nelle domande di agevolazione.
Un'impresa è una PMI se ha meno di 250 occupati e un fatturato annuo fino a 50 milioni di euro, oppure un totale di bilancio fino a 43 milioni. È la definizione europea della Raccomandazione 2003/361/CE, applicata in Italia dal decreto ministeriale 18 aprile 2005, e vale per quasi tutti i bandi.
Il punto in cui si sbaglia è un altro: i numeri non sono solo quelli della tua impresa. Se un'altra impresa ha una quota nella tua, o tu in un'altra, o se le stesse persone controllano più imprese, devi sommare anche i loro dati. Una piccola impresa che fa parte di un gruppo può non essere una PMI.
In breve
- Le soglie sono tre: micro (meno di 10 occupati), piccola (meno di 50), media (meno di 250), ciascuna con un tetto di fatturato o di bilancio.
- Gli occupati devono stare sotto la soglia; per i dati economici basta uno dei due, fatturato o bilancio.
- Si sommano i dati delle imprese associate (quota dal 25% al 50%) in proporzione, e quelli delle imprese collegate (oltre il 50% o controllo) per intero.
- Due imprese controllate dalle stesse persone fisiche sono collegate se operano sullo stesso mercato o su mercati contigui.
- Superare una soglia per un anno non cambia la dimensione: serve superarla per due esercizi consecutivi.
Perché conta essere una PMI
Molti bandi sono riservati alle PMI o alle micro e piccole imprese. Altri danno alle PMI un'intensità di aiuto più alta, cioè una percentuale maggiore delle spese coperta. E dal 2026 il Codice degli incentivi riserva alle PMI almeno il 60% delle risorse di ogni incentivo.
Nella domanda la dimensione è quasi sempre una dichiarazione dell'impresa, resa ai sensi del DPR 445/2000. Se i controlli scoprono che era sbagliata, l'agevolazione viene revocata e, se la dichiarazione era falsa, si risponde anche penalmente. Per questo conviene calcolarla con cura, non a memoria.
Le soglie
| Categoria | Occupati (ULA) | Fatturato annuo | oppure totale di bilancio |
|---|---|---|---|
| Microimpresa | meno di 10 | fino a 2 milioni di euro | fino a 2 milioni di euro |
| Piccola impresa | meno di 50 | fino a 10 milioni di euro | fino a 10 milioni di euro |
| Media impresa | meno di 250 | fino a 50 milioni di euro | fino a 43 milioni di euro |
Il criterio degli occupati è obbligatorio: con 250 occupati o più non sei una PMI, qualunque sia il fatturato. Per i dati economici, invece, basta rispettare uno dei due tetti. Un'impresa con 40 occupati, 12 milioni di fatturato e 9 milioni di totale di bilancio è una piccola impresa: supera il tetto del fatturato ma non quello del bilancio.
Come si contano gli occupati
Gli occupati si misurano in unità lavorative-anno (ULA): chi ha lavorato a tempo pieno per tutto l'anno conta come 1, chi ha lavorato part-time, in modo stagionale o solo per una parte dell'anno conta per la frazione corrispondente.
Secondo la guida della Commissione europea si contano i dipendenti, anche a tempo determinato, i titolari che gestiscono l'impresa e i soci che vi lavorano regolarmente. Non si contano gli apprendisti, gli studenti con contratto di formazione e chi è in congedo di maternità o parentale.
Il decreto italiano del 2005 fa riferimento ai dipendenti dell'impresa ed esclude quelli in cassa integrazione straordinaria. Se sei vicino a una soglia, controlla quale regola richiama il bando e come chiede di contare titolari e soci.
Fatturato, bilancio e anno di riferimento
- Il fatturato è al netto dell'IVA e delle altre imposte indirette.
- Il totale di bilancio è il totale dell'attivo dello stato patrimoniale.
- L'anno è l'ultimo esercizio chiuso. In Italia il decreto del 2005 precisa: l'ultimo esercizio chiuso e approvato prima della firma della domanda. Se sei esonerato dal bilancio, il fatturato si ricava dall'ultima dichiarazione dei redditi.
- Se l'impresa è nuova e non ha ancora un bilancio approvato, il decreto italiano considera solo gli occupati e l'attivo patrimoniale alla data della domanda.
Superare una soglia per un anno non basta. La dimensione cambia solo se superi, o torni sotto, le soglie per due esercizi consecutivi. Fa eccezione un cambio di proprietà, come una fusione o un'acquisizione: in quel caso la dimensione si valuta subito, sulla nuova struttura.
Impresa autonoma, associata o collegata
Prima di contare, devi capire che rapporti ha la tua impresa con le altre. Le possibilità sono tre.
| Rapporto | Quando | Cosa sommi ai tuoi dati |
|---|---|---|
| Autonoma | Nessuna partecipazione, o partecipazioni sotto il 25% in entrambe le direzioni | Niente: contano solo i tuoi dati |
| Associata | Tu hai tra il 25% e il 50% di un'altra impresa, o un'altra impresa ha tra il 25% e il 50% della tua | La quota corrispondente dei suoi dati: se ha il 30% della tua, sommi il 30% dei suoi occupati, fatturato e bilancio |
| Collegata | Oltre il 50% dei voti, o il potere di nominare la maggioranza degli amministratori, o un'influenza dominante per contratto | Il 100% dei suoi dati |
La percentuale da usare è la più alta tra quota di capitale e quota dei diritti di voto. I rapporti si guardano sia a monte, chi possiede la tua impresa, sia a valle, le imprese che possiedi tu. Per le associate si guardano solo quelle immediatamente a monte o a valle; per le collegate si risale e si scende lungo tutta la catena.
Le imprese che redigono un bilancio consolidato, o che sono incluse nel consolidato di un'altra, sono di solito collegate tra loro.
Dove si sbaglia più spesso
- Le persone fisiche. È l'errore più frequente nelle imprese familiari. Se la stessa persona, o un gruppo di persone che agiscono insieme, controlla due imprese che operano sullo stesso mercato o su mercati contigui, cioè uno a monte o a valle dell'altro, le due imprese sono collegate e i dati si sommano per intero. Il caso tipico: due società degli stessi soci, una che produce e una che vende lo stesso prodotto.
- Guardare solo la propria impresa. La holding di famiglia, la controllata estera, la società immobiliare che possiede il capannone: se c'è una partecipazione dal 25% in su, va considerata.
- Gli enti pubblici. Se uno o più enti pubblici possiedono o controllano il 25% o più del capitale o dei voti, l'impresa non è una PMI, qualunque sia la sua dimensione.
- Gli investitori che non contano. Al contrario, alcuni investitori possono avere fino al 50% senza rendere l'impresa associata: fondi di venture capital, business angels che hanno investito fino a 1.250.000 euro, università e centri di ricerca senza scopo di lucro, investitori istituzionali, piccoli enti locali. Purché non siano collegati all'impresa.
- I dati sbagliati. Fatturato con l'IVA, bilancio non ancora approvato, occupati contati per teste invece che in ULA.
- Un anno sopra soglia. Un anno eccezionale non ti fa perdere la qualifica di PMI, a meno che non sia il secondo consecutivo.
Cosa cambia con le small mid-cap
Dal 2025 l'Unione europea ha una categoria in più: le piccole imprese a media capitalizzazione (Raccomandazione UE 2025/1099). Sono le imprese che non sono PMI ma hanno meno di 750 occupati e un fatturato fino a 150 milioni di euro, oppure un totale di bilancio fino a 129 milioni.
La nuova categoria non cambia la definizione di PMI, che resta quella del 2003. Serve ad alcune norme europee per estendere semplificazioni alle imprese appena sopra le soglie PMI. Per i bandi conta solo se il bando la richiama espressamente.
Le regole cambiano da bando a bando: fa fede il testo ufficiale. Questo articolo è informativo e non garantisce l'ammissione a nessun bando.
Fonti
- Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese (EUR-Lex) eur-lex.europa.eu
- Commissione europea, Guida dell'utente alla definizione di PMI (2020) ec.europa.eu
- Raccomandazione (UE) 2025/1099 relativa alla definizione delle piccole imprese a media capitalizzazione (EUR-Lex) eur-lex.europa.eu