Il de minimis spiegato: cos'è e come si calcola il massimale
Il tetto di 300.000 euro in tre anni, cosa si conta, chi è un'impresa unica, come si legge il proprio storico nel Registro nazionale degli aiuti e cosa succede se lo superi.
Il de minimis è un tetto europeo agli aiuti pubblici di piccolo importo: un'impresa può ricevere fino a 300.000 euro in tre anni in aiuti «de minimis», sommando tutti quelli ricevuti in Italia. Sotto quel tetto lo Stato può aiutare un'impresa senza chiedere il via libera alla Commissione europea, perché l'aiuto è considerato troppo piccolo per falsare la concorrenza.
Per questo molti bandi chiedono di dichiarare gli aiuti de minimis già ricevuti: se il nuovo aiuto ti fa superare il tetto, non può esserti concesso in de minimis.
In breve
- Il massimale è 300.000 euro per «impresa unica» in tre anni, calcolati a ritroso da ogni nuova concessione.
- Conta la data in cui ti viene concesso l'aiuto, non quella in cui lo incassi.
- Conta il valore dell'aiuto, non l'importo del prestito o della garanzia: per finanziamenti agevolati e garanzie si usa l'equivalente sovvenzione lordo.
- Agricoltura e pesca hanno tetti propri, più bassi: 50.000 euro per la produzione agricola primaria, 30.000 euro per la pesca e l'acquacoltura.
- Gli aiuti de minimis ricevuti sono nel Registro nazionale degli aiuti di Stato, consultabile per codice fiscale.
Cos'è un aiuto de minimis
Le regole europee vietano in generale gli aiuti di Stato alle imprese, con molte eccezioni. Una di queste riguarda gli aiuti piccoli: il regolamento (UE) 2023/2831 stabilisce che gli aiuti entro il massimale non sono considerati aiuti di Stato e quindi non vanno notificati alla Commissione (articolo 3).
Il de minimis non è una forma di agevolazione: è un regime, cioè una cornice giuridica. Un contributo a fondo perduto, un finanziamento agevolato, una garanzia o un credito d'imposta possono essere concessi in de minimis oppure in base ad altre regole europee, come il regolamento generale di esenzione per categoria. È il bando a dire quale regime usa.
Il regolamento vale per le imprese di quasi tutti i settori, si applica dal 1° gennaio 2024 e resta in vigore fino al 31 dicembre 2030 (articoli 1 e 8).
Quanto puoi ricevere
| Regolamento | Per chi | Massimale per impresa unica |
|---|---|---|
| (UE) 2023/2831 | Imprese di tutti i settori, salvo quelli esclusi | 300.000 euro in tre anni |
| (UE) 1408/2013, modificato dal 2024/3118 | Produzione agricola primaria | 50.000 euro in tre anni |
| (UE) 717/2014, modificato dal 2023/2391 | Pesca e acquacoltura | 30.000 euro in tre esercizi, che lo Stato può portare a 40.000 euro se ha un registro centrale |
| (UE) 2023/2832 | Imprese che forniscono servizi di interesse economico generale | 750.000 euro in tre anni |
Un'impresa che lavora sia in un settore escluso, come la produzione agricola primaria, sia in altri settori può ricevere de minimis «generale» per le altre attività, purché le tenga separate, anche solo nella contabilità (articolo 1). Gli aiuti de minimis agricoli e della pesca si sommano a quelli generali: ciascuno resta entro il proprio massimale, e insieme non possono superare 300.000 euro (articolo 5).
Il de minimis generale non copre, tra l'altro, gli aiuti legati ai quantitativi esportati o alla rete di distribuzione all'estero, né quelli subordinati all'uso di prodotti nazionali invece che importati.
Come si calcolano i tre anni
Il periodo è mobile: ogni volta che ricevi un nuovo aiuto de minimis, si sommano quelli concessi nei tre anni precedenti. Non si ragiona per anni solari né per esercizi.
Esempio: per un aiuto concesso il 15 marzo 2027 contano gli aiuti de minimis concessi negli ultimi tre anni, cioè dal 16 marzo 2024.
Due precisazioni importanti:
- Conta la data di concessione, cioè quando ti viene riconosciuto il diritto all'aiuto, anche se lo ricevi anni dopo (articolo 3, paragrafo 3). Un contributo approvato nel 2025 e pagato nel 2027 conta dal 2025.
- Se superi il tetto, il nuovo aiuto esce per intero dal de minimis, non solo la parte in eccesso (articolo 3, paragrafo 7). Per questo l'ente verifica gli aiuti già concessi prima di concederne uno nuovo.
Cosa si conta: l'equivalente sovvenzione lordo
Ai fini del massimale l'aiuto vale quanto una sovvenzione in denaro, al lordo delle imposte (articolo 3, paragrafo 5):
- un contributo a fondo perduto conta per il suo importo;
- un finanziamento agevolato conta solo per il vantaggio rispetto a un prestito a condizioni di mercato, l'equivalente sovvenzione lordo, non per l'importo prestato;
- una garanzia pubblica conta per il suo equivalente sovvenzione lordo, calcolato con i metodi previsti dal regolamento;
- un aiuto pagato in più rate si attualizza al momento della concessione.
L'importo da usare di solito te lo comunica l'ente che concede l'aiuto, ed è quello registrato nel Registro nazionale degli aiuti.
L'impresa unica
Il massimale non vale per la singola società ma per l'impresa unica: tutte le imprese legate da un rapporto di controllo (articolo 2). Due imprese sono un'impresa unica se una:
- ha la maggioranza dei diritti di voto dell'altra;
- può nominare o revocare la maggioranza dei suoi amministratori;
- esercita su di essa un'influenza dominante per contratto o per statuto;
- controlla da sola la maggioranza dei voti grazie a un accordo con altri soci.
Contano anche i rapporti indiretti, attraverso altre imprese. Il gruppo, quindi, condivide un unico tetto di 300.000 euro.
La nozione è diversa da quella che si usa per la dimensione PMI: qui contano solo i rapporti di controllo tra imprese, non le partecipazioni tra il 25% e il 50% delle imprese associate. Per la dimensione, invece, vedi Sei una PMI?.
Fusioni e scissioni. Con una fusione o un'acquisizione si sommano gli aiuti de minimis ricevuti da tutte le imprese coinvolte. Con una scissione gli aiuti restano all'impresa che prosegue l'attività per cui erano stati concessi (articolo 3).
Dove trovi gli aiuti già ricevuti
In Italia gli aiuti di Stato e de minimis concessi alle imprese sono pubblicati nel Registro nazionale degli aiuti di Stato (RNA), con i registri dei settori agricolo e della pesca. Nella sezione Trasparenza puoi cercare gli aiuti concessi alla tua impresa con il codice fiscale.
Dal 1° gennaio 2026 il regolamento europeo obbliga ogni Stato a registrare gli aiuti de minimis in un registro centrale entro 20 giorni lavorativi dalla concessione (articolo 6). Il registro, però, non sostituisce la tua verifica: controlla anche gli aiuti delle imprese del tuo gruppo, e quelli concessi da poco che potrebbero non essere ancora visibili.
Cosa dichiari nella domanda
Quasi tutti i bandi in de minimis chiedono una dichiarazione sostitutiva con:
- gli aiuti de minimis ricevuti negli ultimi tre anni dall'impresa e dalle altre imprese dell'impresa unica;
- l'elenco delle imprese con cui formi un'impresa unica;
- eventuali fusioni, acquisizioni o scissioni nel periodo.
Usa il modello allegato al bando e i dati del Registro. Una dichiarazione sbagliata può costare l'aiuto: se si scopre che il massimale era già superato, l'aiuto viene revocato e va restituito con gli interessi.
Le regole cambiano da bando a bando: fa fede il testo ufficiale. Questo articolo è informativo e non garantisce l'ammissione a nessun bando.
Fonti
- Regolamento (UE) 2023/2831 della Commissione relativo agli aiuti «de minimis» (EUR-Lex) eur-lex.europa.eu
- Regolamento (UE) 2024/3118, de minimis nel settore agricolo (EUR-Lex) eur-lex.europa.eu
- Regolamento (UE) n. 717/2014, de minimis nel settore della pesca e dell'acquacoltura, testo consolidato (EUR-Lex) eur-lex.europa.eu
- Registro nazionale degli aiuti di Stato, ricerca degli aiuti concessi rna.gov.it